
Finalmente gioca anche il coccodrillo.
Lavoro speculativo. Realizzato di nostra iniziativa, non commissionato né approvato dal marchio rappresentato e senza alcun rapporto con esso. Marchi, nomi e loghi appartengono ai rispettivi titolari.
Scheda tecnica
Un logo è una promessa che nessuno chiede mai a un marchio di mantenere. Lacoste mette un coccodrillo sulle polo da tennis dal 1933 e in novant’anni quel coccodrillo non ha mai dovuto giocare.
Così l’abbiamo fatto giocare. Diciassette secondi: un occhio che si apre in primissimo piano, una tennista su un campo in terra battuta sotto un cielo di tempesta, e uno scambio contro un avversario che le è stato sul petto per tutto il tempo.
Nessun brief, nessun cliente, nessun budget. L’abbiamo costruito per rispondere a una domanda che ci serviva davvero: se un animale fotorealistico e una persona fotorealistica possono condividere un’inquadratura, una luce e un’azione fisica senza che uno dei due sembri incollato sopra.
Come è fatto
Il cielo di tempesta è tutto il trucco. Un’unica luce dura, bassa e coperta cade sulle squame e sulla pelle con la stessa angolazione, ed è quella luce condivisa a far sì che i due occupino lo stesso mondo.
Piqué panna contro terra rossa, in 4K, con lo stemma leggibile nel primo piano. Un’immagine pubblicitaria deve sopravvivere al taglio in sei formati: se il prodotto sparisce al primo crop, quello shot non era finito.
Occhio, tennista, scambio, fine. Nessun dialogo, nessuna voce fuori campo, nessuna spiegazione. La versione più corta di un’idea è quella che dimostra che l’idea esiste.
Fotogrammi





Se volete una cosa così per il vostro marchio, il primo passo è una conversazione, non un preventivo.
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