BoredomStudio
Serie originale2026

The Life of Bob

Un documentario naturalistico su una specie di un solo esemplare.

Scheda tecnica

Formato
3 episodi + film
Durata
3:52 (film)
Risoluzione
4K — 3840×2160
Frame rate
24 fps
Formato immagine
16:9
Lingua
Voce narrante inglese

Crediti

Produttore esecutivo
Alberto Di Pasquale
Fotografia
Alberto Di Pasquale
Sceneggiatura
The Tech Director
Musica
Suno

Bob vive in una periferia americana, da qualche parte nei primi anni Sessanta. Ha una berlina azzurra, un prato, una camicia a maniche corte e una routine così precisa che ci potresti regolare l’orologio. La macchina da presa lo osserva come un’unità documentaristica osserva un animale che non sa di essere ripreso: teleobiettivi, inquadrature pazienti, una voce narrante che ne spiega il comportamento nel tono piatto e reverente del documentario naturalistico.

Quello che la voce descrive, episodio dopo episodio, è un uomo impegnato in una rigorosa indagine scientifica su perché il pane tostato cade sempre dalla parte della marmellata.

La battuta funziona perché nella regia non c’è mai un ammiccamento. La periferia è vera, la luce è vera, la noia è vera. Bob prende la sua domanda con tutta la serietà di cui un uomo è capace, e il film prende Bob con la stessa serietà. Sotto una botola mimetizzata nel Mojave tiene un laboratorio: vetreria, manometri, vasetti di marmellata allineati come reperti.

Nessuno ce l’ha commissionato. Esiste perché volevamo sapere se una pipeline AI potesse tenere un personaggio, una casa, un volto per quattro minuti e tre episodi senza che il pubblico vedesse mai la cucitura. Quattro festival hanno risposto di sì.

Selezioni e riconoscimenti

Top 60 su 3.000 candidature
Reply AI Film Festival
2026
Finalista
BAIFF — Burano Artificial Intelligence Film Festival
2026
Finalista
AI London Film Festival
2026
Menzione d’onore
Rome AI Festival
2026

Come è fatto

Un volto, quattro minuti

Bob compare in primo piano, in campo lungo, di profilo, in controluce, in laboratorio e su una strada nel deserto. Tenere un volto stabile su questo intervallo è la cosa più difficile che questo mezzo faccia, ed è l’unica che decide se il pubblico crede a un personaggio o guarda una dimostrazione.

Una scenografia che deve esistere

Il laboratorio torna in ogni episodio, da angolazioni diverse, con la stessa vetreria negli stessi punti. La continuità dello spazio è ciò che trasforma una serie di immagini in una location, e una location in un posto dove il pubblico crede di essere già stato.

Grammatica documentaristica

Deriva a mano libera, focali lunghe, la voce narrante che arriva un attimo dopo l’immagine. L’abbiamo girato come l’avremmo girato per la televisione, perché è da lì che viene la credibilità. Non dagli strumenti.

Fotogrammi

Bob davanti a casa sua
EXT. SUBURB — DAY
La berlina azzurra nel vialetto
EXT. DRIVEWAY — GOLDEN HOUR
Bob alla botola mimetizzata nel deserto
EXT. MOJAVE — THE TRAPDOOR
Quadro strumenti del laboratorio
INT. LABORATORY — GAUGES
Vasetti di marmellata allineati come reperti
INT. LABORATORY — SPECIMENS
Un vasetto di marmellata rovesciato
INSERT — THE EVIDENCE
Bob solo in fondo al laboratorio
INT. LABORATORY — WIDE
Una troupe sulla strada di periferia
B-ROLL — CREW, SUBURB
Una troupe nel deserto
B-ROLL — CREW, DESERT

Guarda

Episodio 1

Episodio 2

Episodio 3

Parliamone

Se volete una cosa così per il vostro marchio, il primo passo è una conversazione, non un preventivo.

info@boredomstudioai.com